Una vista di una camera con una vista

Posted July 3rd, 2006 by Sylvia S Tognetti and filed in Living in Post-Normal Times, Trip reports, Tuscanophilia

Giá che sono in Italia, una traduzione in Italiano del´ultimo post. Se arrivano commenti interessanti, forse traduceró anche quelli:

Firenze, 23 Giugno, 2006. Firenze appare di essere diventata una bella scena per il fondo del palco mondiale. La mostruositá nella foto sopra é la vista dal tetto di un edificio nel centro di Firenze, casa di un amica dagli anni di scuola (medie e primi di liceo) che ho fatto in quella cittá, esito a dire quanti anni fa, ma ho avuto una lunga interruzione dalla scuola durante la grande alluvione del 1966, e poi ricordo bene i tempi subito dopo, quando fango usciva dai rubinetti. Ero in partenza per Firenze da Pisa quel giorno che é successo ma fortunatamente, fu cancellato il treno (dopo che ero abordo). Insomma, il quartiere é cambiato. Nella direzione opposta si vedono grandi macchine da costruzione, fino almeno alla distanza a cui si riesce a vedere con gli occhi. Ai lati, i paesaggi iconici di colline, includendo i telescopi di Galileo, ci stanno sempre. Pure rimane il Ponte Vecchio, che peró era chiuso per usare come pista per una sfilata di Roberto Cavalli, per vendere quello che é diventato il piú notevole prodotto Italiano da quando Marcello Mastroianni si é buttato nella fontana di Trevi nella Dolce Vita – l’ immagine maschile. La sfilata era parte di “Pitti Immagine Uomo” che, secondo Il Firenze (nuovo giornale locale), ha confirmato l’ immagine del uomo contemporaneo di essere “sportivo-vanitoso” – che vuole essere esclusivo e ricercato a tutti i costi. Con la eccezione peró del’ uomo di Cavalli, il quale si é pavoneggiato in un foulard multi-uso, portato come cravatta, vestito in colori rosso e viola, una camicia con rifiniture in pitone bianco e chissá cosa. Io non ho direttamente visto questa faccenda, e non ho idea se era pitone vero. Cerco solo di fare senso di come é descritto nel giornale e il mio Italiano é un po arruginito ma ora comincia a tornare….
Altre cose non hanno cambiato proprio per niente. Ulisse Sifossifoco, un blogger Fiorentino, per cuil il Ponte Vecchio é anche la strada per ritornare a casa dal lavoro, non ne volle sentire. Quando gli hanno detto che il ponte era stato “acquistato” per la sfilata e che perció era chiuso per la sera, gentilmente offrí “un rap di moccoli a colonna sonora per questa sfilata di brubbrú” (cioé, cafoni vestiti da festa). Un modo di parlare che, nella mente di altri Italiani, é associato con la Toscana quanto lo é Dante. Peró forse infondo é anche la ragione perché Danta é diventato famoso. Dopo di avere scritto in Latino della eloquenza della lingua volgare, cioé, il vernacolo Toscano, e dopo di essere stato mandato in esilio, ha scritto La Divina Commedia in quella lingua che piú tardi, in una forma piú pulita e uniforme, é diventato ¨Italiano.¨ Sifossifoco poi prende il suo ¨nom de blog¨ da una poesia di Cecco Angiolieri, che era un compagno di battaglia verbale di Dante. Questa poesia presenta un immagine di uomo piú archaico – uno che, invece di essere cercato, cerca, non donne ma,¨donne giovane¨ ‘ esclusivamente! Ma tornando al problema di traversare il Ponte Vecchio per ritornare a casa, Sifossi ha anche offerte la scelta di farlo passare, e fu subito dato una scorta da due poliziotti. Come lo descrive lui, era come quando Pinocchio fu portato a case dai gendarmi.
Questo incidente non lo ho visto direttamente o preso fotografie – ho solo la parola di Sifossi, il quale ho finalmente avuto l´opportunitá di conoscere in persona. Sifossi, autore di un blog che leggo da un paio di anni, ed un´altra blogger Fiorentina, La VisContessa, hanno organizzato una rimpatriata blogger a Firenze in Piazza Brunelleschi. E siccome, per caso stavo facendo la valigia quando fu annunciato, e non era molto fuori del mio itinerario, decisi di fare la inviata per il Post’Normal Times.
Quando siamo arrivati alla fine di una bella serata con aria fresca in piazza, sono stata scortata alla casa di un amica – cioé la camera con la vista della camera con la vista, sopra un´altro grande prodotto del disegno della Toscana di Pisa – la vespa. Solo per poi essere svegliata ed imbarazzata da una colonna sonora, presentata da Americani ubriachi che cantavano cercavano di cantare, America the Beautiful. Siccome molti di questi vecchi edifici non hanno aria condizionata, non ero certamente l´unica a dormire con le finestre aperte. Deve essere stato le 3 di mattina. Almeno avrebbero potuto cantarlo bene – una cosa che forse potrebbe anche migliorare le relazioni internazionali, almeno al livello personale. Alle riunioni scientifiche internazionali, dove, duranti periodi sociali, i participanti spesso cantano qualcosa dal loro paese, Amercani hanno anche una reputazione di non potere cantare.
Sylvia Tognetti , aka, la Geografa Ronin, inviata al Post-Normal Times, da una camera con una vista di una camera con una vista di Firenze.
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Grazie a problemi di connezione internet, altre foto della rimpatriata dovranno aspettare che torno a Muddy Spring (Sorgente Fangoso – il nome che ho dato al quartiere dove abito, parte di “Silver Spring” (Sorgente Argentato)

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